1/12- ALPINO: Lucia Mazzotti, un pettorale dopo 600 giorni

1-12-2008 Lucia Mazzotti ha aspettato questo momento per oltre 600 giorni. Domani la tarvisiana indosserà nuovamente un pettorale di gara in occasione delle prove cronometrate in vista delle due discese di Coppa del Mondo, in programma venerdì e sabato a Lake Louise, in Canada (domenica ci sarà anche un superG). L’ultima gara della ventitreenne finanziera risale al 27 marzo 2007, uno slalom a Pampeago; quattro giorni prima si era laureata campionessa italiana di supercombinata. La successiva doveva essere la stagione della consacrazione ed invece in quel maledetto 21 settembre una caduta, all’apparenza banale, durante un allenamento in Cile, l’ha costretta ad un lunghissimo stop, oltre che ad una delicata operazione (trapianto di cartilagine sulla rotula). Ora, però, Lucia ritrova la Coppa del Mondo, che aveva lasciato a metà marzo 2007 in occasione della tappa nella sua Tarvisio.
«Queste gare saranno fondamentali per capire cosa fare nei prossimi mesi – spiega la Mazzotti -. Sto andando avanti con infiltrazioni e antidolorifici, anche se a 20 anni non è bello imbottirsi di medicinali. Però sto attenta. Vediamo come andrà questo week-end, poi se il dolore al ginocchio persiste o aumenta mi potrei prendere altri 2-3 mesi per guarire del tutto, nonostante il pensiero di farmi un’altra stagione a casa non mi attiri per nulla».
– Intanto, però, hai raggiunto il primo obiettivo.
«Già, la semplice convocazione è già una grande conquista. Ma è solo il primo passo: se sono qua è perché voglio giocare tutte le mie chance, andando al massimo delle mie possibilità e puntando subito alla zona punti. A Lake Louise partirò con un pettorale attorno al 40, che non è male, soprattutto se la pista terrà bene dopo i passaggi di chi mi precede».
– Nei mesi scorsi hai temuto di non poter più sciare?
«Diciamo che il dubbio ce l’ho ancora adesso, anche se la situazione è diversa rispetto al raduno in Argentina, quando realmente il mio futuro era un’ipotesi».
– Come sono andati i test cronometrati?
«In Sudamerica bene, mentre nell’ultima settimana in Italia, a Cervinia, ho faticato, anche perché mentalmente ero un po giù, sempre per quel dolore al ginocchio che non vuole saperne di scomparire».
– Lake Louise vuol dire esordio in Coppa del Mondo esattamente due anni fa e il ventinovesimo posto, unico tuo piazzamento nei 30 in carriera.
«Vero, ho un ottimo ricordo delle Montagne Rocciose. E poi la pista mi si addice, tanto che qui ho fatto la più bella gara della mia vita. Che tipo di neve preferirei trovare? Non mi devo porre questo problema, anche se con la neve dura il ginocchio ha maggiori sollecitazioni».
– Due discese e un superG. Dove credi di essere più competitiva sulla "Olympic Downhill"?
«Nell’ultima stagione agonistica ero andata meglio in discesa, mentre negli allenamenti delle scorse settimane sono stata più competitiva in superG, dove però, almeno a Lake Louise, partirò con un pettorale piuttosto alto».
– Qual’è l’atmosfera in casa azzurra? L’anno passato nelle discipline veloci le soddisfazioni sono state pochine.
«Non c’è una pressione particolare. Ci sono ragazze con grandi stimoli, dalla Recchia alla Ceccarelli, e la voglia di far bene è tanta da parte di tutte noi».
– Ritieni che l’anno e mezzo di assenza dalle gare peserà quando ti presentarai al cancelletto di partenza?
«Penso di no, anche se non si sa mai. Diciamo che la voglia di ritornare in gara è superiore a qualsiasi timore e preoccupazione».
– Dove credi di dover ancora migliorare?
«Vorrei crescere ulteriormente dal punto di vista tecnico, perché ho sempre saputo mollare gli sci. Sono una "slittona", come direbbe Kristian Ghedina»
– Sensazione personale: Lucia Mazzotti potrebbe essere una grande specialista della supercombinata.
«Sono d’accordo, ma i problemi fisici mi hanno di fatto impedito di allenarmi in slalom. Praticamente da due anni non faccio più paletti. Comunque farò un corso accelerato, visto che a St.Moritz ci saranno due supercombinate, il 13 per la Coppa Europa e il 19 per la Coppa del Mondo».

di Bruno Tavosanis, dal Gazzettino

nella foto Lucia Mazzotti con il presidente della Fisi Giovanni Morzenti